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  • roncagliaenrico58

UN VERO SACERDOTE


Tra le mie parrocchiane c’era una certa Carmen, sorella di don Ivo Saltini (1928-2020), parente dei più famosi don Zeno Saltini e di Mamma Nina.

Don Ivo raccontava spesso che a 31 anni, da Fossoli si recò a S. Giovanni Rotondo per incontrare Padre Pio, e non tornò più a casa. Si fece francescano e trascorse diversi anni nel convento del Padre, a stretto contatto con lui come collaboratore. Era poi approdato alla diocesi di Palestrina, dove divenne sacerdote alla bella età di 51 anni. Finalmente, nell’87 venne incardinato nella diocesi di Modena-Nonantola presso la quale anch’io svolgevo il ministero. La nostra amicizia iniziò nel 1995, quando Carmen me lo presentò.

Si può dire che non avesse esattamente le caratteristiche richieste dalla moderna pastorale, nondimeno aveva una radicata consapevolezza del valore del suo sacerdozio, tanto da fare invidia su questo punto a molti confratelli. Per il resto aveva l’animo di un fanciullo: disarmante nella sua spontaneità, capace di sincera amicizia e di lealtà.

Prese l’abitudine di venire in canonica ogniqualvolta andava a visitare la sorella. In quelle visite mi parlò di Padre Pio e dei fatti di cui egli era stato testimone oculare. Se non era don Ivo a farlo, era la sorella a parlarmi di Padre Pio. Non potevo sfuggire, ma neppure cercavo di divincolarmi, perché l’argomento cominciava a interessarmi sempre più.

Nel giugno del ‘95 partii per il mio primo pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo. Là, le mie giornate trascorrevano nelle visite ai luoghi di devozione, in particolare le due chiese dedicate a S. Maria delle Grazie. Nella chiesa più antica, la più piccola delle due, Padre Pio ricevette le stimmate il 20 settembre 1918. Nella chiesa grande celebravo la S. Messa e pregavo sulla tomba del Padre. Ma quello che mi colpì maggiormente, e aprì una breccia nel mio cuore, fu il percorso guidato all’interno del convento. Si tratta di una mostra di oggetti: arredi sacri, indumenti e molto altro, accompagnati da lettere autentiche e da citazioni significative. Il percorso conduce alla cella, dove il Padre spirò. È una totale immersione nelle sue sofferenze. San Pio ha sofferto dolori naturali, dovuti alla salute malferma, dolori preternaturali, causati dalle vessazioni diaboliche, infine dolori soprannaturali a causa di grazie speciali come le stimmate, la transverberazione del cuore, le piaghe della flagellazione, ecc. Non per nulla viene anche chiamato il Crocifisso del Gargano. Le stimmate dolorose e sanguinanti non sono che un aspetto, quello più vistoso, della vastità del suo dolore, che lo accompagnò per gran parte della sua esistenza. Ancor più la sua sofferenza riguardava la Passione di Gesù, le lacrime di Maria, la flagellazione della Chiesa sotto i colpi della massoneria e del modernismo, nonchè le anime a rischio di perdersi eternamente. Tutta questa sofferenza, poi, si concentrava nella celebrazione della S. Messa. Sicché all’altare egli era veramente una sola cosa con Cristo Vittima e Sacerdote, crocifisso con Il Crocifisso nell’unico Atto sacerdotale. A rendere veramente speciale Padre Pio è il connubio tra sacerdozio e sofferenza. Dal punto di vista umano la sua vita risulta inspiegabile. Solo ricorrendo alla Fiamma d’Amore che bruciava costantemente nel suo cuore e gli permise di sopportare sino all’ultimo respiro, è possibile comprenderla in parte.

Personalmente potevo trarre una prima conclusione: il sacerdote cattolico non è un semplice e asettico funzionario del culto, da cui si esige solo l’esecuzione formale delle rubriche. Egli è chiamato, piuttosto, a prendere parte con tutta la sua persona al Sacrificio che si rinnova sull’altare. Da questo dipende la fecondità del suo sacerdozio.

Perché avevo sentito parlare così poco di questo aspetto? Perché nella formazione sacerdotale Padre Pio veniva censurato?

Ancora non ero in grado di mettere a fuoco che l'ostacolo più grande alla comprensione di questa semplice verità risiedeva nientemeno che nel nuovo Rito della messa, che eclissa di fatto il Sacrificio e il Sacerdozio.

Nel frattempo, il Signore cominciava a disporre il mio animo, con molto anticipo, a ciò che avrei compreso parecchi anni dopo, con la riscoperta del Vetus Ordo.

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